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Associazione Turistica Pro Loco Calamonaci
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C.so Garibaldi, 48 |
92010 Calamonaci (AG) |
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Tel/fax 0925/68220
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Presidente |
Paolo Ferlita |
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Numeri Utili di Calamonaci |
Comune (centralino) 0925/68377 |
Polizia municipale 0925/68587 |
Carabinieri 0925/68453 - 0925/68801 |
Farmacia Ragusa 092568409 |
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Calamonaci - La Città |
Calamonaci, in provincia di Agrigento, è un piccolo paese situato tra il mare e i monti, è lontano dal caos e dalla velocità delle grandi città contemporanee, è immerso nella natura e conserva tradizioni, folklore, sapori e riti altrove dimenticati.
Il basso costo del suolo edificabile e di costruzione lo rende appetibile per chi decide di realizzarvi una casa, posta nel cuore del Mediterraneo, in un luogo dove la tranquillità è normalità, fra cultura e campagna, fra storia e quotidiano, potendo optare per un'escursione, immersi nella natura, tra i boschi del Rifesi o fra le sponde del mare Africano, a metà fra la valle dei templi di Agrigento e Selinunte, vicina ad Eraclea Minoa e a Sciacca dove Terme ed Arte si incontrano.
Calamonacì è un posto dove vivere a misura d'uomo. Il ritardo nello sviluppo industriale dell'area ha prodotto una situazione anomala, la povertà imprenditoriale ha salvato il territorio da violenze e abusi industriali, conservando il centro nella sua predilezione agricola, negli usi e nelle coltivazioni: l'olio e il vino sono i più richiesti.
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Calamonaci - Le Origini |
Il nome è di indubbia provenienza araba: Kal-at-Munach, che vuol dire fortezza di fermata o di sosta, dove si rilevano i cavalli. Sorge su un altitudine di 307 m.. Il suo territorio si estende dalla montagna Chirchillo a Scirinda. Sorge tra rigorosi vigneti e secolari uliveti e la sua economia è prettamente agricola. Il nome del paese è di origine araba. Infatti il borgo era abitato da Saraceni. lo stesso nome di Calamonaci deriva dalla lingua araba: "Kal - at - Munach" che significa castello o fortezza. Nella storia troviamo le prime tracce di questo nome nel 1287, anno in cui l'antico feudo venne venduto dal re Giacomo di Aragona a Berengario de Villaragut. Quando costui, seguendo il re, lasciò la Sicilia, nel 1296 Federico II lo concesse a Berengario De Spuches; passò poi ai baroni Inveges e Perollo di Sciacca. Per altri due secoli Calamonaci rimase un casale passando nelle mani di diversi feudatari. Solo il 6 febbraio 1574 Antonino De Termine fondò Calamonaci nell'omonimo feudo. Dieci anni dopo,S.Vincenzo Ferreri (1350-1419),domenicano spagnolo,fu proclamato patrono del paese e iniziano i lavori per realizzare una chiesa a lui dedicata. |
| FESTE E TRADIZIONI A CALOMONACI |
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LA FESTA DI SAN VINCENZO FERRERI |
Le origini |
Due documenti parlano della festa: uno del 1714 e l'altro del 1748, nei quali i giurati di Calamonaci prevedono, nei conti comunali, le spese per la festa del Patrono. Il Simulacro, risalente al 23 Novembre 1609, maestoso e veneratissimo, è tale da incutere timore reverenziale a tutti i calamonacesi e forestieri. |
Oggi |
A Calamonaci, in onore di San Vincenzo Ferreri, si celebrano 2 feste: la prima, quella esclusivamente liturgica, il 5 Aprile di ogni anno; l'altra, quella popolare e paesana, la seconda Domenica di Agosto. Anticamente, la festa si svolgeva la seconda Domenica di Maggio. Ma, a seguito di varie pressioni da parte di migliaia di emigrati calamonacesi, la festa si spostò ad agosto. Tutt'oggi, la fede è talmente incarnata nella popolazione, che il Santo diventa oggetto di attenzione e di doni, denaro, oro e perfino di fuochi pirotecnici. I punti focali dello svolgimento della festa, a parte le bande musicali, gli spettacoli musicali, le gare sportive, l'illuminazione cittadina e l'addobbo della Chiesa Madre, sono: |
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La "Processione" è il momento più religioso della festa, in cui non mancano rappresentanti di ogni famiglia locale. Subito dopo la Santa Messa, la Commissione fa sistemare il simulacro sulla vara ricoperta di fiori e provvede a vestirlo della preziosa pianta, tempestata di migliaia di oggetti d'oro e d'argento, ex-voto che i fedeli fanno al Santo Protettore. Rito silenzioso e ormai familiare che si conclude con il grido unanime "Viva il Patriarca di San Vincenzo Ferreri". |
La vara inizia così il suo viaggio che spesso dura ore intere, per percorrere qualche migliaio scarso di metri, nel quale spessissimo uno o più fedeli offrono una somma in denaro oppure oro per ringraziarlo per aver ricevuto una grazia. |
Nel 2001 è stato costituito il gruppo parrocchiale "Confraternita San Vincenzo Ferreri" che ad oggi è composto da 68 membri. Unico impegno momentaneo della confraternita è quello di organizzare la processione in modo da dare maggiore culto al Santo Protettore. Davanti al portone della Chiesa Madre, parte puntualmente ogni martedì il "Viaggio a San Vincenzo Ferreri". Gruppi di fedeli, si riuniscono per pregare e recitare un rosario al Santo Protettore percorrendo la via che il simulacro percorre al momento della Processione. Il motivo è sempre lo stesso: chiedere grazie o ringraziarlo per averle ricevute. |
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La popolazione di Calamonaci è divisa in 2 fazioni urbane religiose: San Michilara (devoti di San Michele Arcangelo) e San Giuvannara (devoti di San Giovanni Battista). La formula delle rigattiate è preceduta da un sorteggio fra i 2 gruppi, stabilendo chi debba cimentarsi per primo, per circa mezz'ora, nella corsa cittadina, in Corso Garibaldi. Le rigattiate sono state definite come una sorta di Guerra Santa, perché è una sintesi fra fede e folklore, di religiosità e di paganesimo. Le due fazioni si contendono il primato per lo spettacolo che avranno saputo fare. A questa festa partecipa tutto il paese e tra spari di mortaretti e giochi d'artificio, i simulacri di San Giovanni e di San Michele, vengono fatti sfilare, o per meglio dire correre, su caratteristiche Vare, artisticamente addobbate con fiori, che vengono portate a spalla nuda dai giovani e meno giovani, con in mano ramoscelli di alloro (la Domenica) e fiaccole (il venerdì). Comincia così "l'Abballata di li Santi"; una folla in verosimile, osannante e festosa, sostiene le vare che vengono fatte ballare al ritmo incalzante delle marce tradizionali eseguite dalle bande: SANGIUVANNATA per San Giovanni, e SAN MICHILATA per San Michele. L'abballata, che dura 2 sere (Venerdì e Domenica), si conclude con la vittoria della fazione che, per addobbi, fuochi d'artificio, vare e tifo, ha saputo meglio onorare il suo Santo. |
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- Il Gran Premio del Mediterraneo
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A partire dal 1963, con l'arrivo del fuochista Calamita, si diede inizio al "Gran Premio del Mediterraneo", ossia uno spettacolo pirotecnico di natura artistica e fantasiosa. Esso è regolato da uno statuto, il quale deve essere rispettato dai 2 fuochisti che partecipano al Gran Premio. Ogni anno il Gran premio ha luogo la sera della Domenica. Questa prestigiosa manifestazione attira migliaia di appassionati di tutta l'Isola. La festa, che si è in parte modificata nel corso degli anni, si caratterizza anche per la presenza di mostre, gare sportive e spettacoli musicali e folkloristici. Il visitatore rimane affascinato da un evento dove fede e autentiche tradizioni popolari trovano felice unica espressione |
SAGRA DELLA RICOTTA |
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La Sagra della Ricotta è una manifestazione che si tiene a Calamonaci alla fine di dicembre, grazie all’iniziativa della Associazione Pro-Loco di Calamonaci. |
Detta manifestazione pone in risalto uno dei prodotti tipici dell’economia pastorizia della Sicilia, e grazie alla sua organizzazione, ha fatto conoscere anche ai più giovani uno dei mestieri più antichi, ovvero quello del pastore. |
L’intera sagra è incentrata attorno alla figura del pastore: è stato ricreato negli stands l’ambiente tipico della masseria ove è stato lavorato il latte ed attraverso le diverse fasi di questa lavorazione sono stati ottenuti i vari prodotti caseari quali il formaggio e la ricotta, questa ultima offerta in degustazione al numeroso pubblico presente. |
La Sagra occupa le due piazze principali del paese nelle quali sono stati allestiti sei stands adibiti alla produzione della ricotta ed all’assaggio di prodotti tipici della cucina siciliana quali “muffuletti e cannoli con la ricotta, formaggio, nonché pane con olio ed acciughe”. Vi sono altresì altri stands dedicati invece alla vendita di manufatti dell’artigianato siciliano quali ceramiche e forni in ghisa decorati anch’essi in ceramica. |
Nella serata conclusiva la Pro-Loco, organizza un graditissimo fuori programma offrendo ai numerosi presenti la degustazione di un altro piatto tipico della cucina siciliana: “La PASTA con la RICOTTA” preparata e cucinata direttamente in piazza. |
TEATRI |
A Calamonaci troverete una sala teatrale all’interno del centro sociale, denominata “Aldo Nicolaj” dove abitualmente si svolgono manifestazioni teatrali, culturali e musicali che coinvolgono anche i paesi limitrofi. |
RISTORANTI E PIZZERIE |
La lucciola c.so Garibaldi, 3 tel. 0925/683393 |
Belvedere via Cavour, 59 tel. 0925/68529 |
COME RAGGIUNGERE CALAMONACI |
DA PALERMO - Scorrimento veloce (Fondovalle) per Sciacca (o autostrada Palermo-Mazara del Vallo, uscire a Castelvetrano e proseguire per Sciacca). Da Sciacca SS.115 per Ribera. Dopo un lungo rettilineo, subito dopo la prima curva c’è il Bivio Verdura: immettersi a sinistra nella SS.386 per Ribera, attraversare questa città senza deviazioni e proseguire per Calamonaci che è a 3 Km. In alternativa: Scorrimento veloce per Agrigento sino allo svincolo di Bolognetta. Dirigersi verso Marineo (SS.118) e proseguire per Corleone. Superate Campofiorito, Bisacquino, Chiusa Sclafani, la frazione di S.Carlo, Burgio e Villafranca Sicula, si arriva a Calamonaci. |
DA CATANIA - Autostrada Catania-Palermo sino al Bivio per Caltanissetta; proseguire lungo la SS.640 (Caltanissetta-Porto Empedocle) sino all’innesto con la SS.115, direzione Trapani per arrivare al Bivio Verdura; a destra immettersi nella SS.386 per Ribera, attraversare questa città senza deviazioni e proseguire per Calamonaci. |
DA AGRIGENTO - Scorrimento veloce Agrigento-Sciacca, al Bivio Verdura deviare a destra per immettersi nella SS.386 per Ribera, attraversare questa città senza deviazioni e proseguire per Calamonaci. |
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